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Siamo lieti di esporre un nuovo link, dedicato alle diciassette sillabe (per l'esattezza, alla terzina "quinario-settenario-quinario") della nostra prediletta forma poetica. Di questo blog (cfr. ©) presentiamo la silloge seguente, nella quale ci siamo permessi di modificare qualche verso.
La pianta verde
vive perché la bagna
la segretaria.
La pianta verde
vive perché la bagni
la segretaria.
Topi su topi.
Oggi perfino il cielo
è grigio topo.
Quando fa freddo
il gatto delle nevi
miagola in diesel.
Amo novembre,
il mese in cui fioriscono
i cimiteri.
Ma quanto è mesto
tornare dal lavoro
col buio pesto?
Il mio lavoro,
contare e ricontare
soldi non miei.
Hai gli occhi a palla.
Quando verrà il Natale
avrà i tuoi occhi.
Quando fa freddo,
sulle strade ferite
si sparge sale.
Essere giovane
non è molto importante,
finché lo sei.
Lo sono stato
prima di diventarlo.
Vecchio, non saggio.
Col vino sfuso
ti viene il mal di testa,
ma spendi poco.
Col vino d.o.c.
ti viene il mal di testa
e spendi un occhio.
Forse ha sei anni.
Certo ha una mano tesa
e i piedi nudi.
L'inverno avanza
con i suoi piedi freddi.
Calzini umidi.
Tergiversare
è girare le terga,
non dare il culo.
L'ape lo sa.
Per battere le ali
ci voglion muscoli.
Zig zag di lucciole,
tutte intorno all'ubriaco
in bicicletta.
Qualche anno fa
c'era vita, nel fosso,
sotto la schiuma.
Talvolta, al mattino, l'aria è di vetro
e i pensieri si fanno netti, limpidi
e luminosi.
Sentirsi cristallinamente cristiani è facile,
in un mattino simile, Swarovski o Murano,
sputi o lacrime che siano, quelle iridescenze.
Grazie al Cielo, sono vivo e vegeto. Sono sessant'anni che vegeto.
Ho una mente fotografica, ma senza sviluppo.
Sono solo con me stesso: continuo a circondarmi di persone sbagliate.
I medici hanno fatto tutto il possibile ma, nonostante questo, sono ancora vivo.
Il fumo uccide lentamente. Ma io non ho fretta.
Allo zoo mi servono due biglietti: uno per entrare, l'altro per uscire.
Negli anni 78 e 79 ho lavorato per la televisione: ventiquattro rate.
Non è lusinghiero piacere a qualcuno che non ha gusto.
La vita è come un tram. Quando riesci a sederti, è il capolinea.
Abbiamo tutti la stessa quantità di ghiaccio a disposizione. Ma il povero d'inverno, il ricco d'estate.
L'ottimista pensa che questo sia il migliore dei mondi possibili. Il pessimista sa che è vero.
Il fine giustifica i mezzi. Lo zotico, no.
Combattere per la pace è come fottere per la verginità.
Se la vita ti sorride, ha una paresi.
Quando hai culo, la jella te lo guarda.
La vecchiaia è bella. Peccato che duri poco.
È inutile andare al massimo, se non sai dove andare.
La vita è una tempesta. Prenderlo in culo, un lampo. Dio, il parafulmine.
La riproduzione quadrata, anziché rotonda, dello Zodiaco, evidenziandone il riflesso terrestre, rappresenta la quadratura del cerchio.
Come il cielo, tradizionalmente, è infatti sempre considerato circolare (e perciò misurabile col compasso, ovvero per multipli di sei), così la terra la si raffigura quadrata e, pertanto, metrificabile con la squadra, ovvero per multipli di cinque.* Ciò, nel piano. Ma tridimensionalmente il cielo è considerato sferico (come sferici sono i pianeti e sferiche le creature angeliche delle quali faceva parte l'uomo primigenio di cui narra Platone) e, la terra, cubica. In tal modo il solido più stabile emblematizza la caratteristica peculiare del suolo sul quale poggiamo i piedi.**
* Questa semplice osservazione permette di capire perché il tempo (la cui scansione è duodecimale, quindi celeste) sia necessariamente ciclico e, viceversa, perché lo spazio sia necessariamente lineare.
Ciò detto, parlare di tempo lineare (anziché ciclico o, meglio, spiraliforme) e di spazio curvo, oltre che un'assurdità, rappresenta l'ennesima collaborazione ai tentativi diabolici di sovversione (termine che, letteralmente, implica il "rovesciamento [di quanto è in alto in ciò che è in basso]").
** Che la terra sia stabile (almeno finché non si mette a tremare) e piatta, è una constatazione che i nostri sensi dànno per scontata. Ora, che tali sensi possano ingannare è pur vero, ma, allora, un minimo di coerenza imporrebbe il silenzio (cfr. ©) a chi si prende gioco della credulità (altrimenti detta «fede») di coloro che si rimettono a pareri non suscettibili di esser toccati con mano.
Al riguardo, il seguente scambio di battute tra lo scrivente (che, per pura provocazione, sosteneva l'ovvietà d'una terra piatta ed immobile) ed un suo laicissimo amico può esser chiarificatore:
- Hai mai visto una foto scattata da un satellite?
- Sei mai stato su un satellite?
L'argomento è meno peregrino di quanto possa sembrare, perché investe tutto ciò che sbrigativamente definiamo «progresso scientifico» e che in realtà è solo diffusione exoterica di verità esoteriche, ovvero divulgazione indiscriminata di quanto è medicina per i meno e veleno per i più. Questa prassi, squisitamente satanica, oltre a non rivestire alcuna utilità per alcun essere umano (eccezion fatta per «scoperte» di cui ha beneficiato l'intera progenie di Adamo, quali, ad esempio, quella della bomba atomica), mira in realtà a smantellare in ognuno di noi sia le certezze empiriche che quelle fideistiche. Lo scopo, fin troppo evidente, è la preparazione di una tabula rasa collettiva.
Rimandiamo ad un post venturo l'esame di alcune conseguenze tradizionali della simbologia suddetta (conseguenze architettoniche, per esempio, che vogliono sempre quadrangolare la base di un edificio e sferica la sua sommità, eventualmente tramite la mediazione di una struttura ottagonale simboleggiante quanto separa terra e cielo,* ovvero l'aria) e concludiamo invece questo con alcune osservazioni supplementari circa l'esoterismo, tema sul quale G. Infante sta pubblicando, presso FDF, varii articoli degni di nota.
Tra questi, Newton e la «crociata massonica del Settecento» (cfr. ©, nel quale si mette in luce la provenienza esoterica, ermetica o gnostica che si voglia, di più d'una trovata moderna) e La «velocità della luce» ed il «vuoto» (cfr. ©, che ben illustra l'effettiva pochezza di tante [tuttora indimostrate] teorie degli ultimi secoli). In proposito, fatta la debita tara sulla deplorevole confusione attuata dall'autore tra esoterismo vero e proprio e presenza di elementi esoterici in un contesto exoterico, laico o mondano che si voglia, ci sia concesso spender due parole su Newton e su Einstein (la differenza tra questo e quello consistendo di fatto nella nozione di forza/energia, rivoluzionariamente rapportata dal primo ai soli corpi in moto e dal secondo ancor più rivoluzionariamente estesa ai corpi in quiete).
Due parole, dicevamo, tratte dalla sempre provvida Wikipedia. Nella pagina dedicata - cfr. © - alla ben nota equazione E=mc², si legge che nel 1765 l'abate Marc August Laugier, in Observation sur l'Architecture, assicurava la forza di "un peso di dieci libbre fatto cadere da un'altezza di cento piedi" esser pari "al prodotto della massa per il quadrato della velocità".
Sarà lecito arguire che, come Copernico, Einstein non abbia fatto altro che diffondere «ai quattro venti» [terreni, anziché agli otto aerei] quel che non doveva essere diffuso? In caso di risposta affermativa (dovuta non a rigurgiti d'oscurantismo, ma a doverosa tutela della sanità mentale collettiva), si rinvia ad un post precedente (cfr. ©).
* Come è palese, l'ottagono rappresenta il punto di partenza del tragitto che, dal quadrato, conduce al poligono ideale i cui lati, via via riducentisi in estensione e numericamente accrescentisi, tende al cerchio (senza perciò mai identificarvisi). Non è casuale, in questa prospettiva, caratterizzando il vento l'elemento intermedio tra cielo e terra, l'esser otto i vènti della rosa omonima. Altrettanto può dirsi del pianeta titolare dell'elemento aereo, non essendo casuale l'espressione «trovarsi in mezzo come un mercoledì». Quanto si vuol accennare in questa nota, tuttavia, riguarda la differenza cinetica, e pertanto visiva, tra il quadrato ed il cerchio, ovvero tra la Gerusalemme terrestre e quella celeste: se è vero che un quadrato, fatto ruotare sul proprio asse a velocità crescente, smussa i proprii angoli fino a farli scomparire, la sfera ed il cubo delle due Gerusalemme non sono che due illusioni ottiche, in realtà coincidenti.
- Sai che mondo sarebbe, se smettessi di bere?
- Lo so, lo so. È per questo che non smetto.

Castelgandolfo.
Nel riflesso polare,
papere e papi.
Prescindendo da qualsiasi considerazione in merito alla cosiddetta «condizione femminile», nei secoli oscuri che hanno preceduto la luminosa modernità, va detto che la coerenza imporrebbe, ad ogni componente il gentil sesso vogliosa di criticare l'attuale impotenza del singolo nei confronti dell'imperialismo politico-mediatico contemporaneo, quanto meno il silenzio.
Quanto meno, si ripete, perché la suddetta coerenza dovrebbe invece indirizzare all'entusiastica condivisione dei cosiddetti «valori» reclamizzati dalla trimurti giornalistico-televisivo-cinematografica. In altre parole, non si può deprecare l'impossibilità di reagire alle nefandezze moderne e, al tempo stesso, gioire dell'affrancamento dalle faccende domestiche: senza una famiglia (un parentado, un clan, un'etnìa) alle spalle, non si dà alcuna possibilità di resistenza.*
Sicché, prescindendo anche stavolta da qualsiasi valutazione etica (in questo caso, del comportamento camorristico), a chi scrive pare di poter dire che si resiste all'oppressione anche con scene come questa (cfr. ©), non rare in Campania e relativamente frequenti nelle zone più «arretrate» del pianeta.
* A proposito di resistenza (magari con l'iniziale maiuscola), dovrebbe far riflettere il salto della quaglia attuato dalla cosiddetta «sinistra», ieri giovatasi dell'indispensabile supporto fornito ai partigiani dalle famiglie dell'epoca, ed oggi impegnata solo a distruggere quanto rimane dell'istituzione in parola.
Quanto sopra, per limitarsi al requisito minimo di ogni possibilità di rivoluzione, ovvero alla coesione interfamiliare, unica garante della quale è quella Luna tradizionalmente paragonata ad una chioccia (i cui pulcini, ovvero le stelle, sono tutti i componenti la famiglia). Un discorso a parte merita invece la marzialità - cfr. © - vera e propria, caratteristica che è ben lungi dal rappresentare una prerogativa esclusivamente maschile ((come è del resto esemplificato dal tedesco, che inverte il genere di Mond e Sonne, o dal latino, che venera sia la dea Luna che il dio Lunus).
Qualche anno fa era in corso una campagna
per risparmiare carta.
Deve aver funzionato a meraviglia,
visto che oggi le riserve così accumulate
permettono di somministrarne tanta copia
pro capite, pro die et gratis, per informarci
che il genocidio degli afgani è buono
e quello dei tibetani no, degli iracheni
e dei palestinesi sì, dei ceceni no.

Tra le virtù del blogger
c'è l'evitare temi che interessano
soltanto lui (ricordi, fantasie
od idiosincrasie);
c'è il mostrare umiltà,
accettando con lo stesso sorriso
la lode e lo sberleffo;
c'è il ridurre al minimo indispensabile
le offese all'altrui sensibilità
religiosa o politica;
e c'è il rileggere attentamente il proprio scritto,
a caccia di refusi, prima di pubblicarlo.
Se le carenze formali, sintattiche
o grammaticali, rivelano un'ignoranza
della quale si è colpevoli soltanto in parte,
quelle ortografiche
tradiscono un'incuria
della quale si è colpevoli al cento per cento.
Ascoltare il telegiornale ormai significa sorbire la propria dose di disperazione quotidiana.
«Quanto materiale - sintetizza il buon Carlo (cfr. ©) - ci viene fornito dagli stessi media del potere sulle nefandezze del potere, sul suo volto “impresentabile”, sui suoi loschi segreti? Chi vuole cercarlo, trova rapidamente tutto il materiale che gli serve per venire a conoscere da chi viene usata e alimentata la Mafia, chi ha messo le bombe di Piazza Fontana, chi ha messo quelle sui treni, chi c’era dietro la P2, chi ha veramente fatto rapire Aldo Moro, da dove vengono i soldi di certi nostri politici importanti, i soldi ed il potere dei Bush, di Bin Laden, il potere di Clinton, quello di Blair o di Chirac, o di Putin o di Berlusconi, e così via [...]. Migliaia di foto e di racconti vengono fuori al momento giusto sulle torture a Guantanamo, o ad Abu Ghraib, ed escono fuori allegramente da strutture militari per finire sui media del potere. C’è sempre una gola profonda della Cia o di quello che volete pronta a “sbugiardare” uno degli uomini del potere ufficiale, o interi governi. Si fanno guerre manifestamente prive di motivazioni. Si inventano panzane che vengono smentite facilmente da fatti messi a disposizione di tutti.
Le nefandezze vengono apertamente mostrate e sottolineate: vengono eletti in modo chiaramente truffaldino capi di stato e di governo chiaramente inetti, o ridicoli.
Si mostrano gruppi di potere nell’atto di dare l’assalto ai forzieri ed alle risorse degli stati. Si dimostra chiaramente l’inutilità di certe guerre, dei milioni di vittime civili “collaterali”.
Tutto per spingere “chi è alla ricerca” nella direzione del risentimento per gli uomini che sono i burattini e il volto del potere».
Lo scopo immediato dell'operazione, condotta senza limiti spazio-temporali (su tutto il pianeta, cioè, e ad ogni ora) e pertanto senza limiti di spesa, come prova l'incredibile quantità di copie cartacee [del telegiornale medesimo] distribuite gratuitamente ovunque, è quello di preparare l'avvento dell'Anticristo, non essendo la distruzione delle antiche certezze che l'indispensabile premessa alla costruzione delle nuove pseudo-certezze.
Lo scopo più recondito, tuttavia, non è questo. Satana sa bene che la sua sconfitta è inevitabile e che la disfatta finale si concretizzerà nell'ennesima reclusione, sua e dei suoi sgherri, nel Tartaro. Ciò nonostante, poiché gli è stato concesso di «far precipitare - Corano, IV, 60 - con sé nella perdizione» tutte le anime che sarà riuscito a traviare, il Maligno si sta dando da fare per dannare, prima dello scadere del tempo, tutti i dannabili.
Catastrofismo? Chi nutre questo sospetto può dissiparlo facilmente esaminando il vizio speculare alla rispettiva virtù teologale e cardinale. Dopo la già citata disperazione, vera e propria testa d'ariete, si pensi all'opposto dell'amore/carità, ovvero all'odio suscitato ad arte dalla cosiddetta «cronaca» (tant'è che il brano del post sopra citato ha per epilogo uno sconfortato «è tutto cibo per alimentare il nostro odio») e pertanto all'avarizia. Dopodiché, si passi alla miscredenza, cioè all'ateismo che, opponendosi alla fede, conclude la terna dei vizii anti-teologali.
Circa le virtù cardinali, prudenza, giustizia, fortezza e temperanza, rispettivamente, ci si soffermi sulla stolta imprudenza di chi abbocca all'amo delle lusinghe mediatiche, sull'ingiustizia provocata dall'avidità di chi coscientemente calpesta l'immortale «unicuique suum» del diritto romano, sulla vigliaccheria di chi antepone il proprio particolare (foss'anche la pelle) all'Universale ed infine la lussuria.*
Bene, ci si dica se un solo vizio, tra quelli testé citati, non è sapientemente caldeggiato dal telegiornale in questione, macchina bellica nella quale, se la disperazione è la testa d'ariete (perché, se «spe salvi facti sumus», va da sé l'ovvio contrappunto per cui, mediante la disperazione, siamo «fatti» e basta), la lussuria è il pornoassedio al quale si finisce col cedere per stanchezza o per fame.
* Anche il Corano riferisce puntualmente, circa le tattiche sataniche (V, 91: "Satana vuole seminare solo inimicizia e odio, tra voi". II, 268: "Satana vi minaccia di povertà per indurvi all'avarizia". III, 175: "Satana cerca di spaventarvi, grazie ai suoi alleati". IV, 117: "Il maschio che cerca una femmina, senza il beneplacito di Dio, cerca Satana").
Se si pensa all'unanime coro di riprovazione che si leva contro i talebani e poi, per contro, si riflette sul divieto, posto da questi ultimi, al possesso di un televisore, chissà, forse i conti tornano
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